Vine Crops

idrolabHydroponics


I sistemi NFT sono l’ideale per coltivare specie con ciclo vitale breve e sviluppo radicale ridotto, coltivare con questa tecnica specie a ciclo vitale lungo e a sviluppo radicale ampio è difficile se non impossibile.
Le Vine Crop (colture rampicanti) come pomodoro, peperone, melanzana, cetriolo, melone, zucchina e tante specie ancora, hanno bisogno di maggior spazio per la crescita radicale rispetto agli ortaggi da foglia.
Per le colture rampicanti idrolab® è in grado di offrire diverse soluzioni:
 
Fibra di cocco…la coltivazione fuori suolo in fibra di cocco è sempre più diffusa, gli impianti sono semplici da gestire, economici e molto produttivi. Le piante vengono messe a dimora in slabs di fibra di cocco e microirrigate con una soluzione nutritiva gocciolante arricchita di nutrimenti.
Gli impianti a ciclo aperti sono i più diffusi nella coltivazione con fibra di cocco si fanno preferire per l’estrema semplicità di installazione e di manutenzione e per la loro economicità.
Inoltre la fibra di cocco essendo un substrato di origine vegetale è ecocompatibile, riutilizzabile e sopratutto molto facile da smaltire. Non richiede nessuno smaltimento speciale e arrivato a fine vita può essere semplicemente interrato. Un vantaggio sul lungo periodo e sui grandi volumi che può avere un peso specifico in termini di economicità importante.
 
Lana di roccia…Le coltivazione fuori suolo in slabs di lana di roccia sono sicuramente le più diffuse. Sono già ampiamente presenti da decenni in tutta europa e rappresentano un modello di coltivazione già totalmente collaudato.
La lana di roccia è economica, leggera e relativamente semplice da gestire; tuttavia rispetto alle coltivazioni su fibra di cocco gli impianti che utilizzano la lana di roccia come substrato necessitano accortezze maggiori in fase di irrigazione. I sistemi di irrigazione sono simili a quelli utilizzati per il cocco ma quando si lavora con la lana di roccia è fondamentale non permettere al substrato di asciugarsi completamente fino a seccare. Quando secca la lana di roccia è molto difficile da reidratare e le qualità di ritenzione idrica vengono compromesse quasi totalmente.
La soluzione è avere sempre la sicurezza di non far mai mancare l’apporto idrico necessario al corretto mantenimento non solo delle colture ma anche del substrato. Bisogna prevedere apparecchi elettrici di emergenza nel caso si verifichi un problema a qualsiasi componente del sistema per intervenire tempestivamente.
I sistemi più diffusi sono ancora quelli a ciclo aperto come nel caso della fibra di cocco.
 
Dutch Bucket…Le coltivazioni fuori suolo nei Dutch Bucket sono una valida alternativa alle tecniche di coltivazione che usano le slabs. I Dutch Bucket sono contenitori in Polipropilene da 11l o da 16 l riempiti di substrato inerte. Il loro caratteristico design è studiato per favorirne l’installazione e il drenaggio. Si Installano a file con moduli in successione o sfalsati sopra un tubo di scarico lungo tutta la fila. Il fondo è stato progettato per favorire l’incastro del sifone di  drenaggio nel tubo di scarico. I sistemi con Dutch Bucket si adattano benissimo alle coltivazioni a ricircolo o ciclo chiuso. Sono una soluzione leggermente meno economica rispetto alle slabs di cocco o a quelle di  lana di roccia ma sono molto flessibili e permettono di lavorare bene con molte tipologie di substrato con la vita utile molto più lunga. Spesso sono riempiti di Perlite, argilla espansa o ghiaia che sono substrati molto longevi e non hanno il problema dello smaltimento annuale come nel caso della lana di roccia.